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#Puccia leccese Vs. #Panuozzo campano

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...ovvero Puglia contro Campania, levante contro ponente, Magna Grecia contro colonie romane, Terra d'Otranto contro Costiera Amalfitana, "sciamune" contro "jamme ja", sacra corona unita vs camorra, jedi vs lato oscuro della forza, ... ok basta, mi sono lasciato prendere la mano!

Naturalmente gli indigeni originari di quelle terre sono apertamente schierati, quindi non sufficientemente obbiettivi nelle loro valutazioni:

"O' panuozz... a me mi piacc"

Gianpiero P. (indigeno Salernitano)

"Pircene la puccia ete la puccia"

Simona C. (indigena Leccese)

Eccoci quindi alla recensione dell'epico scontro PUCCIA vs PANUOZZO.

Cos'è la PUCCIA

La puccia è un pane casereccio tipico del leccese, realizzato con la pasta della pizza.

La pagnotta che viene realizzata è di forma rotonda, e viene preparata in un modo caratteristico: viene imbottita con decine di ingredienti pronti tra cui scegliere.

In pratica il contenuto della puccia viene scelto di volta in volta: non esiste una puccia identica all'altra, come i fiocchi di neve o le impronte digitali.

Cos'è il PANUOZZO

Il panuozzo è il cugino campano della puccia, ma i panetti di pasta vengono stesi con una forma allungata, simile allo sfilatino.

Anche in questo il contenuto è definibile dall'utente, con una differenza fondamentale: normalmente gli ingredienti vengono pronunciati con accento o dialetto campano.

Ma andiamo a fare un confronto critico tra queste due specialità del Mezzogiorno, che si possono consumare anche non necessariamente a mezzogiorno.

CONFIGURAZIONE

PUCCIA: la puccia è ai massimi livelli di configurabilità da parte dell'utente.

Un piano con parecchie decine di ingredienti è a disposizione dell'affamato avventore, che può sbizzarrirsi nelle più diverse, fantasiose e indigeribili conbinazioni.

Puccia normale, puccia piccante, puccia per bambini, puccia qui puccia lì...

L'importante è che alla fine il panino abbia una forma piramidale, con tutti gli ingredienti ammassati sotto la cupola.

In pratica deve esplodere, altrimenti è down. Ignoranza ai massimi livelli.

PANUOZZO: il panuozzo ha una forma più allungata, un po' sfilata sfilatino...

Questo comporta che il panuozzo debba essere gestito in modo un po' meno cafone della puccia, come fosse un lungo panino imbottito.

Se fosse troppo pieno, la superficie più stretta (rispetto al diametro della puccia) non sarebbe in grado di contenere il ripieno.

Gli ingredienti sono più standardizzati, simili alla pizza (panuozzo ortolano, panuozzo al prosciutto e funghi...).

Oggettivamente il panuozzo è molto più convenzionale della puccia, più chic.

CONFIGURAZIONE DELLA PUCCIA: VOTO 10

CONFIGURAZIONE DEL PANUOZZO: VOTO 8

PRATICITA'

PUCCIA: la puccia nasce per essere maneggiata da un tipico indigeno salentino, che normalmente ha mani della dimensione di vanghe e dita come wurstel giganti.

Solo una persona con siffatte estremità con diametro di almeno 30 cm può tenere in mano una puccia senza perdere e disperdere il suo prezioso contenuto.

E' suggerito tagliarla a metà, come nelle foto di seguito, anche se il vero salentino la addenta senza averla tagliata.

Questione di DNA.

PANUOZZO: il panuozzo è decisamente più civile e facile da gestire, essendo simile ad un lungo panino.

Viene sempre tagliato a fette, rendendo la condivisione facile e pratica.

PRATICITA' DELLA PUCCIA: VOTO 4

PRATICITA' DEL PANUOZZO: VOTO 7

DIGERIBILITA'

PUCCIA: la prima volta che mangiai la puccia ero un giovane di 18 anni, abituato a mangiare ogni cosa e digerire quantità industriali di ogni alimento, in ogni condizione.

Ricordo che in quella vacanza dormivo in campeggio, al fresco sotto le stelle.

Bene, mangiai una puccia e la digerii dopo 72 ore.

Quando feci l'ultimo ruttino, mi risvegliai che ero già a Brescia, vacanza finita.

Sconvolgente. Esperienza mistica.

PANUOZZO: ricollegandomi al precedente punto, che ha visto il panuozzo essere più pratico della puccia, devo riconoscere che la maggiore "civilizzazione" intrinseca nel panuozzo ne permette una maggiore digeribilità.

Infatti, limitandosi ad un numero ristretto di ingrendenti, non i 30 / 35 della puccia, la digeribilità è simile ad una pizza ben guarnita.

Non è comunque uno scherzo digerire uno sfilatino da 35 cm: serve allenamento e costanza. E qui mi fermo per non suscitare ilarità e doppi-sensi.

DIGERIBILITA' PUCCIA: VOTO 5

DIGERIBILITA' PANUOZZO: VOTO 7

PREZZO

Non è facile comparare il prezzo di due alimenti etnici, nelle quali le componenti immateriali (sole, allegria, tarantelle, domande di invalidità all'INPS, concorsi pubblici ecc) sono così importanti e difficilmente valutabili...

Allora cercherò di basarmi su un metodo di calcolo quanto più oggettivo possibile: l'indice "saporometro", la cui formula è:

  • (prezzo / superficie della pietanza) x numero degli ingredienti

Non è possibile calcolare il volume della pietanza, data la irregolarità delle forme ed i rigonfiamenti dati dagli ingredienti, ma è ovvio che il volume è direttamente proporzionale alla quantità di ingredienti (a meno che si tratti di nouvelle cousine, ma non è il caso dei piatti meridionali dove vale l'equazione BUONO = TANTO).

Di conseguenza il volume può essere validamente sostituito da una moltiplica del prezzo per unità di superficie per la quantità di ingredienti.

PUCCIA: la puccia ha un diametro di 16 cm, un costo di 4 € e circa 15 ingredienti diversi (puccia, maionese, formaggio svizzero, salame, salame piccante, funghetti, mais, rucola, tonno, cipolle, lampasciuni, carciofini, insalatina giardiniera, olio piccante.....)

Superficie: (diametro/2)^2 x 3,14 = 64 x 3,14 = 200,96 cm2

L'indice saporometro: (4,5 / 200,96) x 15 = 0,022392 €/cm2 x 15 = 0,335887

PANUOZZO: il panuozzo è lungo 47 cm per 10 cm, costa 12 € ed ha 3 ingredienti (panuozzo, formaggio, pancetta)

Superficie: 47 x 10 = 470 cm2

L'indice saporometro: (12 / 470) x 3 = 0,025531 € /cm2 x 3 = 0,076595

Quindi l'indice saporometro della puccia è molto più elevato del panuozzo, in virtù della maggiore quantità di ingredienti!

PREZZO PUCCIA: VOTO 10

PREZZO PANUOZZO: VOTO 6

AND THE WINNER IS...

Mi sottraggo dal difficile compito di decretare un vincitore, dato che entrambi i contendenti hanno vinto 2 delle 4 categorie.

In fin dei conti ognuno ha le proprie preferenze, in ogni caso ora avete tutti i dati per poter scegliere...

Nel dubbio, entrambi!

Per quanto mi riguarda, vi lascio il consiglio di Checco Zalone!

(C) 2018 testi, foto & video by Massimo Caliari

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