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Santa Sofia: impossibile cancellare le radici cristiane

· Turchia,Istanbul,Europa,Turkish,Erdogan
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Con questo post torno nuovamente a Istanbul, una delle città più belle del mondo, meta di miei numerosi viaggi.

Ci torno questa volta non per decantarne qualche bellezza, ma per soffermarmi con tristezza su un recente fatto di cronaca politica.

Come molti sanno, una delle ultime azioni provocatorie del "rais" Erdogan ha riguardato la basilica bizantina di Santa Sofia, gioiello che testimonia la sovrapposizione di culture in questa parte del mondo.

Per decisione del Presidente turco, dal 24 luglio 2020 Santa Sofia è tornata ad essere una moschea.

Questa decisione ha un chiaro contorno politico ed un obiettivo provocatorio: da un lato, Erdogan vuole far leva sui sentimenti nazionalisti e quindi rafforzare il proprio elettorato radicale, e sempre più radicalizzato; dall'altro, vuole mostrare i muscoli ad un'Europa sempre più inetta, e ad un Occidente che ha paura di confrontarsi con la Turchia.

No, l'Islam non centra, non è questione di devozione religiosa.

Ciò che muove Erdogan è un programma politico preciso ed il rafforzamento della propria immagine.

Per fare questo, non esita ad andare contro alle determinazioni di Mustafa Kemal Atatürk , padre della moderna Nazione turca laica, che per sollevare la Turchia dalle divisioni e fazioni culturali e religiose nel 1934 decise di trasformare la Moschea di Santa Sofia in un Museo, nella disponibilità di ogni cittadino.

Un po' di storia...

Per capire il presente, è necessario conoscere il passato, mi perdonerete quindi questa digressione storica.

Come ho scritto nel mio post del 2019, Santa Sofia fu la più grandiosa basilica dell'antichità, progettata da Antemio di Tralle e Isidoro da Mileto e costruita in cinque anni dal 532 al 537, sotto la diretta supervisione dell'imperatore Giustiniano, sul luogo dove in precedenza erano sorte due basiliche fatte edificare da Costantino (335) e Teodosio II (415), quest'ultima data alle fiamme durante la rivolta di Nika (532).

Santa Sofia era così grandiosa che quando l'imperatore Giustiano entro per l'inaugurazione nella notte di Natale del 537, esclamò la famosa frase: "Salomone, ti ho superato!" ( Νενίκηκά σε Σολομών)

Santa Sofia nel corso dei secoli fu crocevia della storia del cristianesimo: qui sono custoditi gli editti di numerosi concili.

Nel 1453 Costantinopoli venne presa dagli Ottomani di Maometto II, che la trasformarono in Istanbul, capitale del sultanato.

Con la caduta di Costantinopoli nel 1453, la chiesa fu trasformata in moschea, nel sangue, e in epoche successive vennero aggiunti i quattro minareti.

Erdogan, l'ultimo atto (per ora...)

La decisione di Erdogan di revocare la legge di Mustafa Kemal Atatürk è frutto di un percorso iniziato anni fa.

Il 31 marzo 2018 Erdogan, nonostante i severissimi divieti della comunità internazionale, recitò il primo versetto del Corano nella Basilica di Santa Sofia, dedicandolo a "coloro che hanno contribuito a costruirla ma in modo particolare a chi la ha conquistata".

Proprio su questo aspetto voglio qui soffermarmi.

Maometto II, nella sua cieca follia conquistatrice, cercò di cancellare i segni cristiani dalla Basilica, cancellando bassorilievi, distruggendo mosaici e affreschi.

Nonostante questo, chiunque visiti oggi Santa Sofia, continuerà a vedere magnifiche opere cristiane, testimonianze di una fede profonda e originale, come potete vedere dalle fotografie che seguono.

Maometto II quindi fallì nel tentativo di cancellazione delle traccie di cristianità.

Erdogan intende coprire i mosaici e le altre insegne cristiane con tendaggi, in modo da lasciarli visibili al di fuori delle preghiere religiose musulmane.

Penso che anche Erdogan fallirà: Santa Sofia è una basilica cristiana, e tale resterà per sempre.

Ecco alcuni link per approfondire l'argomento.

Consiglio in particolare gli articoli dell'ottima Marta Ottaviani.

Dove:
Basilica di Santa Sofia

Sultanhamet

Istanbul

(C) 2020 foto e testi by Massimo Caliari