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Petra Adventure: parte 2

L'arrivo alla gola del Siq

· Petra,Giordania,Archeologia,Avventura

Dal centro di accoglienza dei visitatori, partiamo quindi per la nostra visita alla scoperta di Petra, in compagnia della nostra guida, Ahmed "il magnifico".
La cartina che ci è stata fornita indica il percorso del trail, arriveremo fino alla tappa n. 13, il tempio "Qasr al Bint Temple", o tempio della "Figlia del Faraone"

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Imbocchiamo il viale sassoso che porta verso il sito di Petra, mentre "Il magnifico" inizia a mostrarci i primi segni della cultura nabatea intorno a noi.

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Petra = pietra ?

Ma cosa significa "Petra"? Il nome viene dal greco "πέτρα - pétra", «roccia». Infatti, giusto per non sbagliarsi, intorno ci sono soltanto pietre, massi, rocce scoscese, fianchi di montagne scoscese.Si tratta di un tipo di roccia sedimentaria, cioè formata dalla sedimentazione ed accumulo di granellini di sabbia sul fondo del mare poi emerso per le spinte tettoniche milioni di anni fa. Il risultato è una roccia compatta e resistente, ma al contempo facile da scavare, organizzata in strati.
Una caratteristica particolare di queste arenarie è la spettacolare variazione cromatica, con sfumature dal giallo ocra al rosso fuoco, al bianco, dovute alla diversa concentrazione degli ossidi durante il lungo processo di consolidamento.
I popoli che si insediarono in queste zone svilupparono quindi tecniche ed esperienza per modellare questa roccia.

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Introduzione e cenni storici

Bene, è il momento giusto per dare qualche informazione storica di base.

Questo territorio roccioso inospitale nell'antichità era abitato dagli Edomiti, che a Sela (antico nome di Petra) avevano la loro capitale.Sotto la pressione migratoria dei nabatei, un popolo di commercianti arabi, gli Edomiti si spostarono verso i pascoli l'attuale Israele quando i Babilonesi deportarono il popolo di Israele (586 a.C.), emigrando verso la valle d'Araba (Wadi Araba) e lasciando il territorio ai nabatei.
Così i nabatei si stabilirono quindi nella zona del golfo di Aqaba intorno al VI secolo a.C., ed edificarono la loro capitale Petra nel I secolo a.C., e specializzandosi nella lavorazione della pietra.
Come detto, i nabatei erano commercianti e in questa zona si incontravano le vie carovaniere: sono evidenti le influenze ellenistiche della cultura nabatea (la zona della Palestina e del Medio Oriente era stata ellenizzata a seguito della conquista della Persia da parte di Alessandro Magno, nel III secolo a.C.), dall'alfabeto, agli stili architettonici, all'olimpo degli dei.

I primi monumenti di Petra

Come spiegavo qui sopra, i nabatei svilupparono grande abilità nella lavorazione della pietra, nella quale intagliarono tutti i templi che vedremo.
La gran parte dei monumenti che vedremo sono facciate monumentali di tombe, non sono abitazioni: per i nabatei aveva grande importanza (e status sociale) la costruzione di tombe che trasmettessero la memoria.
Imboccando la strada che porta Petra già si vedono i primi assaggi della magnificenza che aspetta il visitatore.

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La casa degli dei, con due enormi blocchi di pietra scavati dal pieno.

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La tomba dell'obelisco: la facciata di una tomba a più livelli, quasi un palazzo, con quattro pilastri che richiamano gli obelischi.

Dopo circa 1 km, giungiamo alla diga, costruita nel 1963 per proteggere il canyon di Petra dalle alluvioni: infatti le acque si incanalano e seguono la pendenza del terreno, e a causa della posizione geografica di Petra in fondo a una valle rocciosa e l'impermeabilità delle rocce circostanti, gli improvvisi temporali inducono la comparsa rapidissima e tumultuosa di estemporanei torrenti, potenti e distruttivi, che invadono i canaloni, poco prima aride pietraie. Si può vedere un esempio nel seguente video di maggio 2025 (una improvvisa alluvione, che ha purtroppo causato alcuni morti e feriti... quando l'acqua si incanala nella gola non c'è possibilità di fuga):

La nostra guida "il magnifico" ci conferma che bastano pochi minuti di pioggia per avere delle terribili "bombe d'acqua", poiché l'acqua viene raccolta da un vastissimo bacino idrico e giunge a Petra come un imbuto.

Quindi, eccoci alla diga, che protegge la spianata che porta all'imbocco della "gola della luna crescente" (cit. Indiana Jones): la gola di Al Siq.

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Superiamo il parapetto della diga... La gola si staglia davanti a noi. Ci sfida, scura e misteriosa.

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Prosegue nella prossima puntata.

(C) 2026 Testo, foto e video by Massimo Caliari